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esseno


Diario


21 agosto 2010

Il senso della vita



In genere ci si pone una serie di domande, più o meno superficiali o specifiche, per cercare di comprendere qual è “il senso della vita”.
Il senso della vita è da intendersi, a parer mio, all’equivalente di una goccia d’acqua in un oceano poiché ogni persona esiste come risultato del suo passato e del passato di chi gli è stato vicino per un motivo o per un altro.
Ogni persona costruisce il proprio presente ed il proprio futuro in base all’interpretazione di ciò che è stato, tenendo presente che ogni singolo evento viene interpretato in modo diverso in base alla sensibilità che ciascuno ha sviluppato attraverso la sua personale esperienza cognitiva delle cose.
In definitiva, come diceva Cicerone, una persona senza il suo passato non esiste. Una semplice verità enunciata qualche millennio di anni fa è giunta ai nostri giorni senza che la maggior parte dell’umanità si renda conto del suo enorme significato.
Io definisco l’essere umano un essere elettrobiochimico in quanto vive, ragiona, pensa attraverso tutto un susseguirsi di reazioni biochimiche che costituiscono la base interpretava del nostro vivere.
Da ciò si deduce che è importante per l’umanità e per il destino dell’umanità che ogni essere umano sappia vivere le proprie emozioni rendendosi conto che sostanzialmente sono i risultati di un processo biochimico, pertanto auspico la possibilità che ogni singola persona non tenda a reprimere o a cambiare le sue emozioni, ma semplicemente prenderne le distanze.
Affrontiamo una piccola e leggera disamina dello stato attuale dell’umanità.
Ogni sentimento o emozione in sostanza sono il frutto dell'esperienza che ogni singola persona ha elaborato in base alla propria sensibilità. Alla luce di ciò ci ritroviamo ad interpretare e a vivere una umanità sviluppatasi in tanti stadi e piccole società ognuna avulsa dalle altre.
Tutto questo avviene in quanto seguiamo un flusso sviluppato dalla mente umana che non tiene conto dei bisogni primari e dei condizionamenti ancestrali che sono insiti in ogni singola persona.
Prendiamo un esempio che, per quanto possa sembrare banale, è significativo in quanto vi è tutto l’eccipiente umano. E questa è quella che noi consideriamo pace.
Ogni singola persona definisce il proprio desiderio di vita attraverso un concetto illusorio e menzognero della pace senza tenere conto che difficilmente, se non impossibilmente, vi potrà mai essere una comunità formata da più di una persona che possa permeare e vivere senza conflitti interpersonali.
Tale situazione possiamo visualizzarla senza sforzo ovunque si posano i nostri occhi.
Prendiamo dei piccoli esempi: una dimensione a base carbonio, che è quella che in effetti noi viviamo, si regge sulla specializzazione che assoggetta ogni forma di vita a primeggiare sulle altre forme di vita simili o uguali. Vediamo quindi una pianta che cresce quanto più velocemente possibile assorbendo quanta più luce e calore del sole le sia possibile a discapito di altre piante che si sviluppano più lentamente. Abbiamo animali carnivori e animali erbivori che fanno a gara nello specializzarsi a sfuggire o a primeggiare sugli altri animali. Tutto questo non esclude l’essere umano che sopravvive uccidendo altre forme di vita per il proprio sostentamento.

Alla fine di tutte queste piccole considerazioni possiamo renderci conto che quello che distingue ogni singola forma di vita dalle altre sono le priorità a cui si assoggetta. L’essere umano può contare su una caratteristica che lo rende differente a tutte le altre forme viventi: l’opponibilità del pollice. In base a questa sua maggiore capacità l’essere umano costruisce, e spesso costruisce senza senso o senza finalità logiche complessive. Lo osserviamo pensieroso mentre massivamente impiega enormi risorse sia umane che materiali per rendere questo mondo più vivibile e meno inquinato mentre contemporaneamente fa lo stesso sforzo per inquinarlo diversamente.
Una delle maggiori cause di inquinamento mondiale è l’emissione nell’atmosfera di anidride carbonica. L’umanità è consapevole del grave danno a cui si sottopone e spende e spande risorse per limitare a livello complessivo tale situazione, ma nello specifico di ogni singola persona tutto ciò non esiste. Ogni singola persona non rinuncerebbe mai all’auto, non rinuncerebbe mai a prendere l’aereo, nave, treno o altre cose che gli fa comodo usare, incurante delle conseguenze e della pericolosità complessiva di tutte queste piccole non rinunce.
Chi non si è mai trovato ad essere presente in una piccola riunione condominiale? Il risultato è sempre uguale: litigi, ira, rabbia, frustrazione ed è soltanto per merito del condizionamento operante massivamente da milioni di anni che ogni singola controversia non si risolve con l’eliminazione fisica della persona che la pensa diversamente.
Il nostro universo così costituito ed interpretato non permette termini di paragone. Noi non siamo in grado di capire cosa siamo o di identificarci in un modo consapevole in quanto non abbiamo parametri che possano permetterci di renderci conto di questo.
Un essere umano che vive in base a stimoli fisici delimitati dalla percezione visiva e sonora limitate sviluppa a livello razziale sensazioni di grande potenza in quanto, non rendendosi conto di quanto esso è limitato nelle sue percezioni, non ha ciò che viene chiamato comunemente il senso della vita, ma semplicemente il senso opportunistico di sopravvivenza. Di conseguenza quello che definiamo il senso della vita altro non è che la ricerca smodata e onnipresente della propria gratificazione personale.
Tutto cio' non deve essere inteso come un circolo chiuso senza cambiamenti, saranno solo le generazioni future ad opererare il cambiamento..............sempre che non ci autodistruggiamo prima.
Ringrazio fortemente la carissima amica " Fioredicampo " per l'aiuto datomi da sempre,
Esseno




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5 dicembre 2009

Rieccomi

Ciao,

oggi sabato 05 dicembre 2009 sono tornato a scrivere sul blog.

Purtroppo il mio amico ha finito questa sua esperienza temporale, ed io sono quà a leccarmi le ferite ma con la consapevolezza che il "COSTRUTTORE" ancora una volta ha centrato il cammino umano.

Alla fine delle mie esperimentazioni ho capito perchè non ci è dato di sapere quanto non è visibile o udibile ai nostri occhi ed orecchie, le varie dimensioni sono precluse a tutti perchè a tutti è dovuto di  vivere la propria dimensione e la propria realtà.

Tutto è intorno a noi, tutto è accessibile, ma solo chi comprende il grande disegno della costruzione può accedervi, solo ora comprendo le parole  che recitano cosi" solo chi ha occhi e orecchie per vedere e per sentire vedrà e sentirà".

Le risposte che da sempre l'essere umano ricerca sono intorno a noi, ma per conoscerle bisogna prima comprendere il disegno della creazione che il "COSTRUTTORE" a posto in essere.

Tanti esseni lungo il percorso umano hanno dato insegnamenti e indicato i modi per raggiungere tali risposte ma nessuno si è mai spogliato delle emozioni biochimiche fisiologiche che ne bloccavano la comprensione.

Ho raggiunto delle risposte, ma ho anche capito la ragione e la necessità della riservatezza e della segretezza.

Ho intorno a me tante persone che hanno lasciato questa dimensione, posso spostarmi in tante dimensioni diverse, ma alla fine cambia la sceneggiatura ma il copione è sempre lo stesso.

Ho imparato a riconoscere l'energia vitale di ciascuna persona, da sempre l'abbiamo chiamata "Anima o spirito"

Essa è la nostra essenza ed il nostro modo d'essere, non cambia mai e non si esaurisce mai, siamo noi che di volta in volta la vediamo diversa, ad ogni ciclo vitale appare in modo diversa ma essa è sempre uguale.

Con tanti amici abbiamo finalmente reso attiva  l'associazione " ANATI " e con essa cerchiamo di far comprendere alle persone ed ai ragazzi il pericolo subdolo e nascosto della mutazione del bacillo della tubercolosi, oggi di nuovo mortale e siamo convinti della pandemia che si  genererà tra qualche anno.

Avrei bisogno di una giornata di un milione di ore, ma purtroppo devo vivere la mia quotidianetà, divisa tra le varie dimensioni, fra le tante persone che vengono da me da tante dimensioni diverse, il centro di ascolto, l'associazione,la famiglia ecc. ecc. dormo pochissimo, in genere tre/quattro ore a notte,non so' dove mi porterà tutto questo, ma sono consapevole che il cammino della conoscenza una volta imboccato non lo si può piu' lasciare.

Detto ciò chiudo l'argomento, non mi è dato di esporre le conoscenze che mi è stato concesso di accedere.

Un caro saluto ed un abbraccio a voi tutti.

ESSENO


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30 aprile 2009

Alcune conoscenze a cui siamo pervenuti

Carissimi amici,

bene, sono passati tre mesi dal giorno del mio primo viaggio, e siamo ancora in piena fase di studio,io sono sempre a Napoli ed il mio amico è in terre dalle temperature estreme, siamo addivenuti a delle leggi fondamentali e se non sono leggi fondamentali sono sicuramente parametri fissi.

Abbiamo verificato che non è mai possibile lasciare del tutto la dimensione carbonio, ovunque si vada il corpo fisico resta sempre e comunque legato al punto di partenza.

Presumiamo che ci si muova in una specie di involucro che contiene l’aria necessaria alla respirazione e la temperatura originale, in quanto nelle varie escursioni sia fatte nelle regioni artiche che in quelle tropicali la temperatura esterna che troviamo non influenza il nostro metabolismo, la luce non cambia mai è sempre una luce diffusa ed opaca che non lascia trasparire ne’ la visione dell’orizzonte, ne quella del sole e ne’ l’oscurità della notte,risentiamo invece della pressione esterna, in vari viaggi fatti nei fondali marini dopo vari minuti si incominciavano a sentire gli effetti della pressione marina ed automaticamente il viaggio s’interrompeva riportandoci al punto di origine, presumiamo che sia questo che ci impedisce di uscire dal pianeta Terra.

Per il misurare il passare del tempo dobbiamo essere attenti ad osservare le cose , le persone,gli animali che ci circondano, ci accorgiamo che è notte perché vediamo le persone e gli animali con abitudini diurne che dormono, la temperatura esterna la calcoliamo a seconda del  vestiario delle persone e del loro affaccendarsi.

Non siamo mai riusciti a vedere una trasmissione televisiva, o a sentire una trasmissione radio, ci accorgiamo di ciò’ dal fatto di vedere persone che sono intente a seguire programmi tv da televisioni che a noi appaiono spente e da radio mute, abbiamo trasportato con noi radioline  portatili, ma diventavano mute, al contrario dei telefonini che ricevevano le telefonate, squillavano ,ma non era possibile schiacciare il tasto di comunicazione, abbiamo provato a portare quelli con gli auricolari a risposta automatica,ma nulla solo squilli e nulla più.

Abbiamo incontrato solo altre tre persone che avevano la possibilità dei viaggi, ma non hanno voluto interreagire con noi pregandoci di interrompere gli studi che stiamo facendo perché li ritengono pericolosi per noi, asserendo che molti degli infarti che uccidono le persone sono dovuti a viaggi spontanei di cui le vittime non se ne rendono conto se non in punto di morte e per questo vi sono entità o persone ( non si è ancora capito bene chi o cosa sono ) che vigilano affinchè l’approccio a questa conoscenza non si diffonda a ruota libera ma solo a persone che siano consapevoli dell’evento e dell’importanza intrinseca del tutto.

Ho lasciato lo studio che avevo prima ed ho notato che nello studio che ho adesso  le presenze sono diminuite di molto ma non cessate del tutto.

Non so dove ci porterà tutto questo,ma sicuramente la consapevolezza del nostro stato di “esseri ellettrobiochimici con finalità autoriproduttive” diventa piu’ forte e consapevole.

Viviamo in un tutto meravigliosamente stupendo, un esplodere di vita e di morte vertiginoso e prorompente, ovunque si vada c’è vita e morte in egual misura, abbiamo calcolato che nei nostri viaggi il tempo ha un rapporto di tre ore ad un giorno, cioè ogni tre ore del tempo di origine sono pari ad un giorno, massima durata di un viaggio è di ore 09, non un minuto in più’ e non un minuto in meno, rigidamente nove ore, al momento non riusciamo comprenderne il perché.

Le persone defunte non c’entrano nulla in questi viaggi, esse sono trasmigrate in dimensioni diverse alla loro morte e ogni tanto capitano qua ma non sappiamo come verificare questa teoria, come non  possiamo verificare se noi siamo già morti e non ce ne rendiamo conto, in sintesi non sappiamo un bel nulla se non che andiamo in giro nel tempo e nello spazio senza poter ancora dire come lo facciamo e perché lo facciamo.

Comunque sia questa avventura ci ha cambiato la vita,ed abbiamo concordato di smettere tutti gli studi il giorno 27 giugno, abbiamo il dovere di vivere la nostra quotidianità.

Appena possibile continuerò,

Giuseppe  - Esseno

 




permalink | inviato da esseno il 30/4/2009 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


24 gennaio 2009

Omaggio a Galilei

 
Porta magica o limite dell'immanente?

Porta magica di piazza Vittorio........
Porta magica o limite delle leggi fondamentali dell'immanente?
      
Anni fà comprai un libro che s'intitolava: Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo, scritto da Antonio Zichichi, lessi piu volte quel libro,ogni volta che lo leggevo comprendevo qualcosa di più su chi ha costruito il mondo e sul fatto che non poteva farlo diversamente per poter raggiungere le Sue finalità.
Vi ho trovato un insegnamento che mi rimarrà per sempre, erano le parole di Galileo Galiei ( il padre della scienza ) Egli diceva: Un evento se non è verificabile o riproducibile è illusione o menzogna.
Nel mio lungo percorso di studioso di " Esoterismo" ho applicato sempre questo insegnamento di Galilei, ed oggi alla fine di un esperimento e della sua riproducibilità ne vengo a descriverlo, per ovvie ragioni ometterò nomi e cose che possano dare fastidio o noie a chi non vuole essere messo in mostra.
Era un bel po' di tempo che nel mio studio si affacciavano persone morte da tempo, esse per la maggior parte si materializzavano e dopo un soliloquio, senza mai rispondere ad una sola domanda da me espressa,sparivano.
Alcuni invece (con questi c'era stato un rapporto di amicizia quando erano in vita) si prendevano la briga di suonare il campanello attendevano che gli aprissi e dopo essersi accomodati iniziavano il loro soliloquio, anche loro senza mai rispondere alle mie domande .
L'altro giorno si presentò il mio caro amico " X " ( lo chiamo "X" per il rispetto che devo ai suoi familiari) Con "X" vi furono lunghi anni di cara e fortissima amicizia, anche se abitava  nei pressi di Vicenza non trascorrevano mai piu di qualche mese senza che uno di noi non si mettesse in viaggio per incontrarsi, anni fà "X" morì, mori da solo come aveva sempre vissuto anche se aveva una famiglia, essenzialmente era un uomo solo.
Dopo qualche anno dalla sua morte  sporadicamente e nei luoghi meno opportuni incrociavo "X", poi incominciò a venire nel mio studio, bussava, gli aprivo, parlava da solo e poi se ne andava.
Non ho mai avuto dubbi sulla concretezza di quanto mi capitava, ma in osservanza alle parole di Galilei da sempre cercavo la verifica e la riproducibilità di quanto mi accadeva.
Le cose dalla settimana scorsa hanno preso una piega diversa, con "X" si comunica,dalle cose che ha detto e che io non potevo sapere sono riuscito a verificare ed a comprovare le cose di cui si parlava, ho fatto interminabili telefonate a persone che non vedevo e sentivo da anni e anni, a persone mai sentite o conosciute,alcuni di loro mi hanno anche minacciato querele per le cose loro private che non dovevo e non potevo sapere.
 L'altro giorno per l'esattezza il giorno 22/01/2009 alle ore 10:45 si presenta "X" e mi chiede se voglio andare con lui, un po' spaventato gli chiedo un po' di tempo per sistemare prime le cose della mia famiglia, "X" con la sua grassa risata mi fà : guarda che ci ritorni quà, anzi nessuno si accorgerà che stai via se non per il tuo essere assente dalle cose non essenziali, farai esattamente le stesse cose di tutti i giorni e nessuno si accorgerà che sei via.
E' un bel po' che desidero ardentemente sapere cosa c'è aldil'à della vita di conseguenza decido subito di andare con "X", sono stato via due giorni, nessuno se ne accorto se non per il fatto che non potevo rispondere o parlare al telefonino e che  a una riunione associativa da me auspicata da tempo non ho proferito parola.
Comunque non posso dirvi dove sono stato e cosa ho vissuto, sono esperienze personali e devono essere vissute da soli  e con il perenne dubbio altrui.
Alla fine del viaggio mi sono ritrovato di mattina  tardi nel mio studio con le parole di Galilei che mi rimbombavano nella mente e mi ripetevo che finchè non riuscivo a ripetere quel viaggio la mia convinzione poteva essere anche solo una mia follia ed una mia illusione.
Ad  un certo momento ho voluto fortemente andare e di colpo mi sono ritrovato seduto su un marciapiedi di una piccolo paesetto  di montagna, nessuno si accorgeva della mia presenza, entravo nelle case e nei negozietti senza che alcuno si degnasse di notarmi, non potevo attraversare ostacoli o muri, bussavo alla porta e quando aprivano io entravo e per uscire dovevo attendere che aprissero l'uscio, non avevo il senso del tempo se non il poterlo misurare con le abitudini delle persone , in sintesi sono stato tre giorni via , ma in rapporto alla mia vita solo 9 ore, sono andato via piu o meno alle 11:00 e mi sono ritrovato nel mio studio alle alle 20:30 piu o meno.
Il mattino dopo mi sono fatto prestare l'auto da mio figlio e mi sono recato in quel paesino di montagna, (non vi ero mai stato e non sapevo nulla della sua esistenza) ho verificato le cose e le persone incontrate sono stato cacciato in malo modo alla stregua di un mentecatto, ma dovevo sapere se le cose a cui ho assistito erano realmente accadute o erano una mia illusione, la prova del 9  se cos' si puo' dire l'ho avuta da una persona che vedendomi entrare in uno dei due bar del paese con fare disinvolto mi prende per il braccio e mi prega di seguirlo fuori dal bar, lo seguo un po' allarmato, appena fuori mi fà: ti ho visto ieri e l'altro ieri hai fatto il viaggio ed era anche il primo vero? Vieni a casa mia parliamo con comodo d'altronde ci sei già stato io ed io ho fatto finta di non vederti.
Siamo andati a casa sua effettivamente ci ero stato. Mi ha raccontato le sue esprienze, mi ha spiegato tante cose importanti e mi ha spiegato anche il perchè della necessità di tacere, è una persona dotata di una grande cultura e di un gran sapere il mese prossimo lo attendo a casa mia.
Siamo rimasti d'accordo di non perderci di vista e di sperimentare e riprodurre le cose che viviamo al fine di onorare la via tracciata da Galilei.
Galilei Galileo dalle cose umili cercava e trovò il modo di leggere le impronte di chi ha fatto il mondo, dalle sue scoperte,oggi si è giunti a sapere che l'immanente ha le sue leggi ferree e indistruttibili e noi abbiamo deciso di cercare di leggere le impronte di chi ha fatto il mondo anche nel trascendente e di verificare e provare che anche il trascendente ha le sue leggi ferree, e riprodicubili.
Per ora mi fermo quà, quando sarà il momento continuerò a scrivere, ho invitato anche il mio amico che vuole a tutti i costi mantenere l'anonimato a scrivere le sue esperienze e le sue verifiche, ma mi ha pregato di omettere addirittura il nome del posto ove abita, ed io ho obbedito ad una sua richiesta che trovo piu che giusta.
Inoltre vorrei scusarmi con chi si è sentito  trascurato o peggio ignorato da me.
Giuseppe  - Esseno




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28 dicembre 2008

Il trascendente e l'immanente


                                                            CROCIATE  
                                                         By salvator Dali'
Salve
Come l'immanente ha le sue leggi fondamentali ed inamovibili anche il trascendente le ha, esse sono come per l'immanente dei binari su cui e' possibile effettuare ricerche e costruire le conseguenziali crescite individuali.
La crescita e la conoscenza individuale e' sempre direttamente proporzionale all'impegno con cui esploriamo il trascendente, fermo restando che prima di imbarcarsi nell'esplorazione del trascendente bisogna esplorarsi  e conoscersi, il primo ostacolo da superare nella nostra esplorazione interiore e' l'illusione.
Ognuno di noi è diverso da come si propone all'esterno di se, di conseguenza è inevitabile una crudele e spietata rivisitazione del nostro passato e di come abbiamo percepito e vissuto il nostro passato.
Ripercorrendo il passato che altro non e' che il nostro cammino esperienziale, dobbiamo oscultare i vari episodi che lo hanno costellato e comprendere se li abbiamo percepiti ed interpretati nella maniera giusta.
Ancora oggi mi capita di rivisitare il mio passato ed ogni volta mi accorgo di quante volte lo abbia visto e percepito in maniera erronea, e di conseguenza rimetto a posto i tasselli interpretativi nel modo giusto e mi accorgo di come cambia di volta in volta il mio modo di percepire il presente visibile ed il presente invisibile.
Tutt'ora mi imbatto ancora in situazioni e personaggi che da tempo hanno abbandonato la nostra dimensione  "carbonio" ed ogni volta ripercorriamo insieme situazioni che ci hanno visti protagonisti,ma che oggi li vede  muti arconti del loro passato esperienziale.
La domanda a cui non trovo risposta oggi e sono sicuro di trovarla piu' in la', lungo il mio cammino e': In base a quale legge fondamentale del trascendente i non piu abitatori di questa dimensione la percorrono e ne ripercorrono all'infinito i loro cammini sperienziali? E in che modo ed in che maniera a mia volta sono un muto inconsapevole arconte del cammino altrui ?
Mi ritrovo spettatore e compagno invisibile di personaggi a loro volta muti e inconsapevoli di cio' che fanno.
Incomincio ad intravedere un senso ma e' ancora presto per parlarne, non ho ancora sottoposto a verifica quanto avviene intorno a me.
Negli innumerevoli passaggi di vita ognuno di noi trasporta con se tutte le ripercussioni di scelte fatte o non fatte e questo detemina l'insorgere delle varie malattie e delle sofferenze ad esse collegate.
Ogni esperienza di vita sia essa felicita' o sofferenza serve all'individuo per poter comprendere in cosa abbia errato o sorvolato nelle espressioni delle leggi fondamentali del trascendente,ora, come nelle vite passate.
Mi pregio inviarvi i miei migliori auspici di un sereno quanto fattivo 2009.
Un caso saluto,
Giuseppe


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6 ottobre 2008

I Nuovi Barbari......


 
Basta guardarsi intorno per comprendere quanto sto' scrivendo....................
Troppi morti sul lavoro negli ultimi tempi????
In questa società in cui tutto viene delegato alla programmazione ed alle regole imposte o invocate non deve meravigliarci il calo dell'attenzione che ogni persona subisce che lo vede vittima o carnefice di eventi luttuosi.
Ormai poche persone stanno attente a quanto puo' succedergli derivante da chi non osserva le regole o le sottovaluta.
Troppe persone in preda all'ebbrezza alcolica si mettono  al volante dell'auto ed ammazzano le  persone che confidana  nell'osservanza altrui delle regole. 
Basta fermarsi a qualche angolo di strada per vedere pedoni che confidando della immunità conferitagli dalle "strisce" si catapultano ad attraversare la strada.....
Fermandosi allo stesso angolo della strada non possiamo non notare motociclisti ed automobilisti infervorati a discutere al telefonino e non si accorgono di quanto gli succede intorno se non quando l'urto o un grido di dolore li riporta alla quotidianetà.
Motorini ed auto che sfrecciano nelle vie strette senza pensare che qualcuno possa decidere di attraversarla o semplicemente scendere dal marciapiede.....
Basta analizzare le dinamiche degli incidenti automobilistici con conseguenze luttuose per comprendere che quasi tutti confidano nelle prestazioni meccaniche dell'auto senza rendersi conto che è sempre il raziocino umano che coordina l'autovettura.
Un'auto per quanto eccezzionale sotto il profilo meccanico non potrà mai superare una curva presa male o presa ad eccessiva velocità.
Per non parlare delle trasmissioni televisive ove impera "La De Filippi" che danno ai nostri figli un immaginario collettivo in cui nella vita bisogna essere "Zoccole" o " Marchettari" per riuscire.......
Per istarda vedo ragazzine e ragazzini dodicenni che hanno perso o non hanno mai avuto la poesia della vita e si atteggiano a persone vissute senza rendersi conto che saranno solo "carne da macello" per i furbi che ci sono e che ci saranno sempre.
Uno sfacelo iniziato nel "68" di cui mi dichiaro "colpevole" e poi continuato e perpetrato da chi ascoltava la "mente che mente" e che si libra nei voli pindarici di fantasia che nulla hanno a che fare con le regole dell'evoluzione.
Una volta si accarezzavano i bambini per istrada oggi non si puo' piu' fare, immediatamente sei additato come pedofilo.
Una volta si aiutava le vecchine per istrada, oggi non piu', la spaventi a morte, pensa subito che la vuoi rapinare.
Qualsiasi  deliquente si sente in diritto di commettere scelleratezze in quanto si sente deufradato dalla società.
Si voleva proteggere i bambini rom da chi li sfruttava ma pochi imbecilli (in buona fede? non penso.) non lo hanno permesso.
Una società che si basa sul garantismo a tutti i livelli senza comprendere che quel garantismo viene usato solo dai furbi e dai delinquenti non avrà vita facile e duratura.
Abbiamo creato un nuova "casta" il giudice di pace..........quanti di noi si sono recati ad osservare il lavoro e la metodologia lavorativa del giudice di pace????????
Vi consiglio almeno una volta di recarvi negli uffici del giudice di pace ad osservare quello che succede......................
La nostra società che la si indenda occidentale o no, ha imboccato la via del non ritorno.....
Avete notato quante analogie ci sono con il periodo della fine dell'impero romano?????
Meditate!!!!!!!!
Meditate!!!!!!!!!!
Meditate gente!!!!!!!!!!!
Giuseppe




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21 settembre 2008

L'occhio di Dio



Il sole splende e dardeggia sopra di noi,

la luna risplende dello splendore del sole:

anche la pioggia che cade riluce di sole,

ma l'occhio di Dio è più grande del sole.

Nulla è nascosto all'occhio di Dio:

che tu stia in casa, o in riva al mare,

oppure sperduto nel folto della foresta,

l'occhio di Dio è sempre sopra di te.

Tu pensi di essere più importante

di chi è debole, di chi è orfano;

tu lo inganni, tu rubi i suoi beni,

e pensi: " Nessuno mi vede!  ".

Ma l'occhio di Dio è sempre sopra di te.

Egli un giorno ti darà quel che ti spetta

perché tu hai pensato nel tuo cuore:

" E' solo un orfano!  E' solo uno schiavo!  ".

Dio ti darà un giorno quel che ti spetta,

non oggi, non oggi, non oggi...

 
 Inno degli Akan ( Guinea ) al dio Onyame




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1 luglio 2008

Ognuno di noi siamo "Qualcuno" !!!!!!

 

LE COSE NON SEMPRE SONO CIO’ CHE

SEMBRANO

Due angeli viaggiatori si fermarono per la

notte nella casa di una famiglia molto

facoltosa. La famiglia era rude e non consentì

 loro di fermarsi nella stanza degli ospiti della

villa. Invece venne dato loro un piccolo spazio

nella cantina fredda della casa. Mentre

sistemavano i letti sul pavimento, l’Angelo più

anziano vide una fessura nel muro e la

sistemò.

Quando l’Angelo più giovane chiese il perchè,

quello più anziano rispose, "Le Cose non

sempre sono ciò che sembrano”

La notte successiva, gli angeli andarono a

riposare nella casa di una coppia molto

povera, ma l’uomo e sua moglie erano molto

ospitali. Dopo aver condiviso il poco cibo che

la famiglia possedeva, la coppia permise agli

Angeli di dormire nel loro letto dove avrebbero

potuto avere una buona notte di riposo.

Quando si svegliarono il giorno successivo, gli

Angeli trovarono in lacrime il signore e sua

moglie. L’unica mucca che possedevano, il

cui latte era la loro unica entrata di soldi,

giaceva morta nel campo. L’Angelo più

giovane era furibondo e chiese all’Angelo più

anziano, “come hai potuto permettere che

accadesse? Il primo uomo aveva tutto e tu

l’hai aiutato; la seconda famiglia aveva poche

cose, ma era disposta a condividerle, e tu hai

permesso che la loro mucca morisse”.

"Le Cose non sempre sono ciò che

sembrano” rispose l’Angelo più

anziano. "Quando eravamo nella cantina di

quella villa, ho notato che c’era dell’oro

nascosto in quel buco del muro. Dato che il

proprietario era ossessionato dai soldi, ho

chiuso il buco così da non permettere più loro

di trovare l’oro."

"Questa notte, mentre dormivamo nel letto

della famiglia povera, l’angelo della morte

venne in cerca della moglie del contadino e io

gli ho dato la mucca. Le Cose non sempre

sono ciò che sembrano”

A volte è esattamente questo ciò che accade

quando le cose non sono come le volevamo…

Alcune persone arrivano nelle nostre vite e se

ne vanno rapidamente…

Alcune persone ci diventano amiche e

rimango con noi del tempo

lasciando bellissime orme

Nei nostri cuori...

e non saremo più come prima perché

abbiamo avuto
un buon amico!!

Ieri è storia.

Domani, un mistero.

Oggi è un regalo.

Ed è per questo che si chiama presente!

Credo che la vita sia speciale...vivila e assapora ogni momento...

In questo momento -

-Qualcuno è orgoglioso di te.

-Qualcuno sta pensando a te.

-Qualcuno sente la tua mancanza.

-Qualcuno è grato del sostegno che hai

saputo dare..

-Qualcuno vuole che tu sia felice

-Qualcuno vuole farti un regalo.

-Qualcuno pensa che tu SIA un regalo.

-Qualcuno vuole abbracciarti.

-Qualcuno pensa a te e sorride.

-Qualcuno vuole piangere sulla tua spalla.

-Qualcuno vuole uscire e divertirsi insieme a

te.

-Qualcuno ha bisogno del tuo perdono.

-Qualcuno è grato del tuo perdono.

-Qualcuno vuole condividere i propri sogni

con te.

-Qualcuno ti apprezza per ciò che sei.

-Qualcuno vuole che tu sappia che è lì per te.

-Qualcuno è contento perché sei suo amico.

-Qualcuno vuole esserti amico.

-Qualcuno si fida di te.

Qualcuno ha bisogno di avere

Qualcuno ha bisogno di dare

Qualcuno ha bisogno.........

Questo qualcuno siamo

ognuno di noi, indistintamente.

Giuseppe




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10 aprile 2008

Un libro che si beve in un solo sorso

 


Ciao,
bene, ho scritto qualcosa e l'ho persa, ci riprovo.......ma sicuramente non sarà la stessa, ripetere le cose non è il mio forte, ma ci riprovo.

Da un po' di tempo ho deciso di dedicare e dedicarmi una giornata facendo visita alla mia sorellina che abita a Castellammare di Stabia, una cittadina che sorge sulle falde del Vesuvio ed all'inizio delle penisola sorrentina, come sempre da quando ho deciso di non usare  l'automobile ci sono andato con il trenino della Circumvesuviana, contrariamente al solito invece di godermi il panorama stupendo mi sono dedicato alla lettura del fantastico libro di MartinRua dal titolo:  L'OMBRA D'ARGENTO edito dalla casa editrice A&B.

Nel mentre ero intento alla lettura mi sono sentito toccare con insistenza sulla spalla, girandomi mi sono trovato al cospetto del un viso rubicondo e divertito di un conduttore della Circumvesuviana che mi dice: Egregio signore Le comunico che tra poco il treno riparte e che io devo verificare il suo titolo di viaggio.

Immediatamente mi rendo conto di essere nel treno fermo nella stazione di Sorrento e che io preso dalla lettura del libro non sono sceso alla fermata di Castellammare di Stabia, scusandomi spiego al conduttore l'increscioso evento.

Con espressione contrita il conduttore mi spiega che purtroppo deve applicarmi la sanzione per la mancanza del titolo di viaggio per la tratta Castellammare di Stabia-Sorrento e che devo procurarmi il titolo di viaggio per la tratta Sorrento-Castellammare. Mentre cercavo rendere valide le mie ragioni e indicavo al conduttore una condotta meno fiscale visto la mia buona fede e che effettivamente  ero stato distratto dalla lettura del libro, è sopraggiunto un altro conduttore e si è interessato alla vicenda, dopo aver parlottato un po' tra di loro il conduttore sopraggiunto mi fà: Signore il regolamento ci dà facoltà di discernere le varie situazioni che avvengono all'interno delle nostre verifiche ed abbiamo convenuto che effettivamente Lei è stato in buona fede, pertanto vada in stazione a procurarsi il titolo di viaggio e chiudiamo l'incidente.
Contento della piega presa dagli eventi mi avvicino al conduttore e gli chiedo: cosa l'ha convinta della mia buona fede?
Con fare sornione mi indica il libro che ancora ho tra le mani e mi dice: per leggere il suo stesso libro ho dimenticato di andare a casa alla fine del mio turno e sono rimasto in stazione a leggerlo scatenando le ire della mia consorte che mi creda non ha nulla a che vedere con il dispiacere di pagare una penale.

Se lei legge con tanto accanimento un siffatto libro deve per forza dimenticarsi del mondo che le gira intorno e tendendomi la mano mi saluta con un sorriso sulle labbra.

MartinRua ha colpito ancora!!!!!!

Posso dire senza tema di smentite che è un libro eccezionale, vale la pena di leggerlo e di parlarne.

Ho deciso che se MartinRua acconsente di organizzare dei pomeriggi o delle serate di studio o discussioni relative al libro di MartinRua, presso i locali del mio studio che si trova in Napoli alla via Salvator Rosa, chi è interessato me lo comunichi sul blog o inviando una e-mail a: esseno@libero.it.

Questo è quanto, grazie della attenzione che dedicherete a voi stessi leggendo il libro L'OMBRA D'ARGENTO scritto da MartinRua ed edito dalla A&B editrice.
Alla prossima,
Giuseppe




permalink | inviato da esseno il 10/4/2008 alle 12:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


28 febbraio 2008

Mani



Un faro fatto di niente.

Un faro inventato dalla mente che mente.

Nelle nostre mani tutto il possibile e tutto l'impossibile.

Nelle nostre mani la percezione dell'impercepibile.

Cosa siamo?

Nel nostro percepire il tutto, l'apice della creazione.

Nell'impercepibile il nulla, l'nfintesimale della creazione.

Come in una matriosca condividiamo le dimensioni con tanti, ma non percepiamo nulla di quanto ci circonda.

Nella totale coesistenza con il  flusso del tempo possiamo ampliare i nostri sensi e percepire l'impercepibile.

La creazione.....una opera sublime o un semplice esperimento di laboratorio effettuato da chi vive nell'impercepibile?

L'uomo, opera omnia di un DIO impercepibile o semplice costruzione biochimica con finalità autoriproduttive inventata dello stesso DIO impercepibile che una volta percepito si rivela essere un semplice organismo biochimico autoriproduttivo abitante di una dimensione a noi non percepibile?

Comunque sia, sia l'uomo che DIO anche se su piani diversi sono astretti alla logica della ricerca della verità infinita.

IO, VAGO SUL MARE IN TEMPESTA DELLA VERITA'.

Decidere.net
Giuseppe




permalink | inviato da esseno il 28/2/2008 alle 22:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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  In un giorno di speranza...

Ho perso la ruggine
del mio cuore,
ho visto le tue parole
pulire i miei pensieri.

In un giorno di festa...

Ho visto uomini
aprire gli occhi
per vedere
chi ha bisogno d'aiuto.

In un giorno di luce...

Ho visto una foglia
far sorridere gli occhi
di una bimba mimando
un volo di gabbiano.

In un giorno di felicità...

Ho visto il sogno di libertà
posarsi in una culla,
trasformare il pianto
in sorrisi e speranza.

In un giorno d'amore...

(Poesia di Roberto Perin)



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