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Diario


21 agosto 2010

Il senso della vita



In genere ci si pone una serie di domande, più o meno superficiali o specifiche, per cercare di comprendere qual è “il senso della vita”.
Il senso della vita è da intendersi, a parer mio, all’equivalente di una goccia d’acqua in un oceano poiché ogni persona esiste come risultato del suo passato e del passato di chi gli è stato vicino per un motivo o per un altro.
Ogni persona costruisce il proprio presente ed il proprio futuro in base all’interpretazione di ciò che è stato, tenendo presente che ogni singolo evento viene interpretato in modo diverso in base alla sensibilità che ciascuno ha sviluppato attraverso la sua personale esperienza cognitiva delle cose.
In definitiva, come diceva Cicerone, una persona senza il suo passato non esiste. Una semplice verità enunciata qualche millennio di anni fa è giunta ai nostri giorni senza che la maggior parte dell’umanità si renda conto del suo enorme significato.
Io definisco l’essere umano un essere elettrobiochimico in quanto vive, ragiona, pensa attraverso tutto un susseguirsi di reazioni biochimiche che costituiscono la base interpretava del nostro vivere.
Da ciò si deduce che è importante per l’umanità e per il destino dell’umanità che ogni essere umano sappia vivere le proprie emozioni rendendosi conto che sostanzialmente sono i risultati di un processo biochimico, pertanto auspico la possibilità che ogni singola persona non tenda a reprimere o a cambiare le sue emozioni, ma semplicemente prenderne le distanze.
Affrontiamo una piccola e leggera disamina dello stato attuale dell’umanità.
Ogni sentimento o emozione in sostanza sono il frutto dell'esperienza che ogni singola persona ha elaborato in base alla propria sensibilità. Alla luce di ciò ci ritroviamo ad interpretare e a vivere una umanità sviluppatasi in tanti stadi e piccole società ognuna avulsa dalle altre.
Tutto questo avviene in quanto seguiamo un flusso sviluppato dalla mente umana che non tiene conto dei bisogni primari e dei condizionamenti ancestrali che sono insiti in ogni singola persona.
Prendiamo un esempio che, per quanto possa sembrare banale, è significativo in quanto vi è tutto l’eccipiente umano. E questa è quella che noi consideriamo pace.
Ogni singola persona definisce il proprio desiderio di vita attraverso un concetto illusorio e menzognero della pace senza tenere conto che difficilmente, se non impossibilmente, vi potrà mai essere una comunità formata da più di una persona che possa permeare e vivere senza conflitti interpersonali.
Tale situazione possiamo visualizzarla senza sforzo ovunque si posano i nostri occhi.
Prendiamo dei piccoli esempi: una dimensione a base carbonio, che è quella che in effetti noi viviamo, si regge sulla specializzazione che assoggetta ogni forma di vita a primeggiare sulle altre forme di vita simili o uguali. Vediamo quindi una pianta che cresce quanto più velocemente possibile assorbendo quanta più luce e calore del sole le sia possibile a discapito di altre piante che si sviluppano più lentamente. Abbiamo animali carnivori e animali erbivori che fanno a gara nello specializzarsi a sfuggire o a primeggiare sugli altri animali. Tutto questo non esclude l’essere umano che sopravvive uccidendo altre forme di vita per il proprio sostentamento.

Alla fine di tutte queste piccole considerazioni possiamo renderci conto che quello che distingue ogni singola forma di vita dalle altre sono le priorità a cui si assoggetta. L’essere umano può contare su una caratteristica che lo rende differente a tutte le altre forme viventi: l’opponibilità del pollice. In base a questa sua maggiore capacità l’essere umano costruisce, e spesso costruisce senza senso o senza finalità logiche complessive. Lo osserviamo pensieroso mentre massivamente impiega enormi risorse sia umane che materiali per rendere questo mondo più vivibile e meno inquinato mentre contemporaneamente fa lo stesso sforzo per inquinarlo diversamente.
Una delle maggiori cause di inquinamento mondiale è l’emissione nell’atmosfera di anidride carbonica. L’umanità è consapevole del grave danno a cui si sottopone e spende e spande risorse per limitare a livello complessivo tale situazione, ma nello specifico di ogni singola persona tutto ciò non esiste. Ogni singola persona non rinuncerebbe mai all’auto, non rinuncerebbe mai a prendere l’aereo, nave, treno o altre cose che gli fa comodo usare, incurante delle conseguenze e della pericolosità complessiva di tutte queste piccole non rinunce.
Chi non si è mai trovato ad essere presente in una piccola riunione condominiale? Il risultato è sempre uguale: litigi, ira, rabbia, frustrazione ed è soltanto per merito del condizionamento operante massivamente da milioni di anni che ogni singola controversia non si risolve con l’eliminazione fisica della persona che la pensa diversamente.
Il nostro universo così costituito ed interpretato non permette termini di paragone. Noi non siamo in grado di capire cosa siamo o di identificarci in un modo consapevole in quanto non abbiamo parametri che possano permetterci di renderci conto di questo.
Un essere umano che vive in base a stimoli fisici delimitati dalla percezione visiva e sonora limitate sviluppa a livello razziale sensazioni di grande potenza in quanto, non rendendosi conto di quanto esso è limitato nelle sue percezioni, non ha ciò che viene chiamato comunemente il senso della vita, ma semplicemente il senso opportunistico di sopravvivenza. Di conseguenza quello che definiamo il senso della vita altro non è che la ricerca smodata e onnipresente della propria gratificazione personale.
Tutto cio' non deve essere inteso come un circolo chiuso senza cambiamenti, saranno solo le generazioni future ad opererare il cambiamento..............sempre che non ci autodistruggiamo prima.
Ringrazio fortemente la carissima amica " Fioredicampo " per l'aiuto datomi da sempre,
Esseno




permalink | inviato da esseno il 21/8/2010 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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