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Alcune conoscenze a cui siamo pervenuti

Carissimi amici,

bene, sono passati tre mesi dal giorno del mio primo viaggio, e siamo ancora in piena fase di studio,io sono sempre a Napoli ed il mio amico è in terre dalle temperature estreme, siamo addivenuti a delle leggi fondamentali e se non sono leggi fondamentali sono sicuramente parametri fissi.

Abbiamo verificato che non è mai possibile lasciare del tutto la dimensione carbonio, ovunque si vada il corpo fisico resta sempre e comunque legato al punto di partenza.

Presumiamo che ci si muova in una specie di involucro che contiene l’aria necessaria alla respirazione e la temperatura originale, in quanto nelle varie escursioni sia fatte nelle regioni artiche che in quelle tropicali la temperatura esterna che troviamo non influenza il nostro metabolismo, la luce non cambia mai è sempre una luce diffusa ed opaca che non lascia trasparire ne’ la visione dell’orizzonte, ne quella del sole e ne’ l’oscurità della notte,risentiamo invece della pressione esterna, in vari viaggi fatti nei fondali marini dopo vari minuti si incominciavano a sentire gli effetti della pressione marina ed automaticamente il viaggio s’interrompeva riportandoci al punto di origine, presumiamo che sia questo che ci impedisce di uscire dal pianeta Terra.

Per il misurare il passare del tempo dobbiamo essere attenti ad osservare le cose , le persone,gli animali che ci circondano, ci accorgiamo che è notte perché vediamo le persone e gli animali con abitudini diurne che dormono, la temperatura esterna la calcoliamo a seconda del  vestiario delle persone e del loro affaccendarsi.

Non siamo mai riusciti a vedere una trasmissione televisiva, o a sentire una trasmissione radio, ci accorgiamo di ciò’ dal fatto di vedere persone che sono intente a seguire programmi tv da televisioni che a noi appaiono spente e da radio mute, abbiamo trasportato con noi radioline  portatili, ma diventavano mute, al contrario dei telefonini che ricevevano le telefonate, squillavano ,ma non era possibile schiacciare il tasto di comunicazione, abbiamo provato a portare quelli con gli auricolari a risposta automatica,ma nulla solo squilli e nulla più.

Abbiamo incontrato solo altre tre persone che avevano la possibilità dei viaggi, ma non hanno voluto interreagire con noi pregandoci di interrompere gli studi che stiamo facendo perché li ritengono pericolosi per noi, asserendo che molti degli infarti che uccidono le persone sono dovuti a viaggi spontanei di cui le vittime non se ne rendono conto se non in punto di morte e per questo vi sono entità o persone ( non si è ancora capito bene chi o cosa sono ) che vigilano affinchè l’approccio a questa conoscenza non si diffonda a ruota libera ma solo a persone che siano consapevoli dell’evento e dell’importanza intrinseca del tutto.

Ho lasciato lo studio che avevo prima ed ho notato che nello studio che ho adesso  le presenze sono diminuite di molto ma non cessate del tutto.

Non so dove ci porterà tutto questo,ma sicuramente la consapevolezza del nostro stato di “esseri ellettrobiochimici con finalità autoriproduttive” diventa piu’ forte e consapevole.

Viviamo in un tutto meravigliosamente stupendo, un esplodere di vita e di morte vertiginoso e prorompente, ovunque si vada c’è vita e morte in egual misura, abbiamo calcolato che nei nostri viaggi il tempo ha un rapporto di tre ore ad un giorno, cioè ogni tre ore del tempo di origine sono pari ad un giorno, massima durata di un viaggio è di ore 09, non un minuto in più’ e non un minuto in meno, rigidamente nove ore, al momento non riusciamo comprenderne il perché.

Le persone defunte non c’entrano nulla in questi viaggi, esse sono trasmigrate in dimensioni diverse alla loro morte e ogni tanto capitano qua ma non sappiamo come verificare questa teoria, come non  possiamo verificare se noi siamo già morti e non ce ne rendiamo conto, in sintesi non sappiamo un bel nulla se non che andiamo in giro nel tempo e nello spazio senza poter ancora dire come lo facciamo e perché lo facciamo.

Comunque sia questa avventura ci ha cambiato la vita,ed abbiamo concordato di smettere tutti gli studi il giorno 27 giugno, abbiamo il dovere di vivere la nostra quotidianità.

Appena possibile continuerò,

Giuseppe  - Esseno

 

Pubblicato il 30/4/2009 alle 15.56 nella rubrica Diario.

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